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October 19 Scoop sul giudice Mesiano: cammina, fuma e si siede anche!!
Ho un brutto carattere. Infatti quando sento troppe cavolate ,spacciate per concetti credibili, mi arrabbio e ho la necessità di manifestare la mia rabbia. I più oggi avranno sentito di un servizio del programma diretto da Claudio Brachino, “Mattino 5” ,sul giudice Mesiano che ha scatenato innumerevoli polemiche. Ora posterò il video, e lo riporterò aggiungendo delle note. In più, risponderò alle parole di difesa di Brachino in seguito agli attacchi che ha subito a causa del suddetto servizio. Partiamo dal servizio di tale Annalisa Spinoso (in rosso le mie note)
YouTube - Berlusconi scatena i suoi, contro il giudice Mesiano
“Sono passate poco più di 24 ore da quando con la sua sentenza ha condannato la Fininvest ad uno dei risarcimenti più alti della storia giudiziaria d’Italia : 750 milioni di euro in favore della Cir di Carlo de Benedetti ed eccolo in giro per Milano il giudice Raimondo Mesiano. Nel suo week-end lontano dalle scartoffie del tribunale e dagli impegni istituzionali, sveste la toga e si cala nei panni di comune cittadino; certo non di cittadino qualunque. Alle sue stravaganze , in realtà siamo ormai abituati. Qui c’è un presunto “noi” che dovrebbe essere abituato alle presunte “stravaganze” del giudice. Considerando che ,come dirà poi lo stesso Brachino, il giudice prima della sentenza era un perfetto sconosciuto da questa frase della giornalista se ne deduce che un giudice che emette una sentenza di condanna nei confronti di Berlusconi commette una “stravaganza” (ironicamente non è lontano dall’essere vero, ma non nel senso proposto dal servizio); volendo eliminare Berlusconi dal contesto –per non essere i soliti maliziosi – riferendoci solo al dato più noto “Mesiano ha emesso un’importante sentenza” ne potremmo invece dedurre che la giornalista Spinoso ritenga “stravagante” semplicemente il fatto che un giudice emetta sentenze, e in effetti lo sarebbe se i giudici fossero di norma preposti a tostare le nocciole per realizzare quelle gustosissime collannine commestibili. Ma non è così. In realtà quando la giornalista parla di “stravaganze” si riferisce evidentemente ad un articolo del Giornale di Feltri (dico “evidentemente” perché il trafiletto è stato mostrato da Brachino prima di lanciare il servizio e perché è l’unica interpretazione che mi consente di ritenere non completamente scema l’autrice del pezzo – visto che gli altri scenari da me supposti sono ovviamente inverosimili) ; in tale articolo si dice che Mesiano sia noto nell’ambiente di lavoro per i suoi “travestimenti da turista berlinese che chiede lumi sul Duomo di Milano alle ragazze a passeggio per strada”. Premetto di essere veramente curioso di vedere un “travestimento da turista berlinese”; cos’è? Girava con dei Pretzels? Oppure essendo un “turista berlinese” appena vedeva un muro, smaniava per abbatterlo? Non si sa. Ma ammettendo anche che il Giornale abbia riportato in modo obiettivo una verità di fatto (e già questa è una premessa assai fantasiosa) usare il plurale maiestatis da parte della Spinoso, come a far intendere che “tutti noi” abbiamo letto lo “scoop” del Giornale, è fin troppo generoso nella stima del numero di utenze del suddetto quotidiano. Passeggia l’uomo Raimondo Mesiano per le strade milanesi. Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia, attende il turno. E’ impaziente ,non riesce a stare fermo, avanti e indietro; si ferma ,aspira la sua sigaretta e poi ancora, avanti e indietro. Faccio un commento da mero spettatore : quello che vedo non è quello che la voce fuori campo mi sta dicendo di vedere. Vi accorgerete anche voi che non si evince alcun tratto di particolare “impazienza”. Ripeto: lo dico da spettatore televisivo abituato – come tutti credo, esclusa forse la Spinoso- a saper interpretare le immagini. Forse non sa ancora che il CSM lo sta promuovendo con un bel 7 che per un magistrato equivale ad un trenta e lode universitario, insomma il massimo dei voti e un bell’aumento di stipendio. Paragonare il sistema di promozione universitario a quello della magistratura è clamorosamente sciocco nel momento in cui non se ne spiegano le differenze ad un pubblico non esperto in materia e che potrebbe cadere in facili ed erronee associazioni di idee. Lui va avanti e indietro avanti e indietro Vuoi ripeterlo altre due volte? “Sta aspettando il suo turno e va avanti e indietro avanti e indietro avanti e indietro, avanti e indietro”. Dai, Spinoso, funziona! Un’ ottima ninna nanna. Mi vuoi contare anche i passi? Da notare inoltre che questa leziosa annotazione sull’ “impazienza” del giudice che va “avanti e indietro ,avanti e indietro” è detta mentre il servizio lo mostra tranquillamente seduto dal barbiere. Montare le immagini in sincronia con quanto viene detto è il minimo per qualsiasi servizio giornalistico, a maggior ragione se si vuole evidenziare una cosa in realtà inesistente, come in questo caso. Se da giornalista dico che (tanto per dire) “Stasi in tribunale aveva un’ agghiacciante espressione fredda e risoluta” , nel frattempo non mostro il suo avvocato mentre sbadiglia. Ma qui siamo all’ABC anche del semplice montaggio di un servizio. Si rilassa solo al momento di barba e capelli , finita la toilette continua la sua passeggiata due sole volte si sofferma :una al semaforo , l’altra a pochi metri dal passaggio pedonale per accendere l’ennesima sigaretta della mattina, come fosse uno spot al contrario. Scusa Annalisa Spinoso fammi capire bene: voi lo seguite per un paio di ore, lo riprendete e lo mandate in onda mentre si accende “l’ennesima” sigaretta della mattina e ti lamenti pure che sembra uno “spot al contrario”. Ma sei tu che hai fatto il servizio mandandolo in onda. Anche se riprendi una partita di poker tra amici mandandola in onda al tg è molto probabile che sembrerà uno spot (contro il fumo) al contrario. Motivo per cui le pubblicità contro il fumo fanno vedere e mandano in onda tutt’altro e nessuno si sognerebbe dire “questo spot contro il fumo sembra lo stile di vita di un coltivatore di tabacco, al contrario”. Altra nota stilistica: “l’ennesima sigaretta”; l’avete ripreso per un paio di ore , forse una, e non mi sapete dire il numero di sigarette che ha fumato? L’aggettivo “ennesimo” indica un numero indeterminato, quindi o Mesiano si è fumato quindici pacchetti (e anche qui ci vuole poco a fare il calcolo di quante sigarette ci sono in un pacchetto) , o la Spinoso non sa contare, o –e direi che è questo il caso- la giornalista usa tale aggettivo per indicare –maliziosamente- un numero eccessivo di sigarette che farebbero di Mesiano un accanito fumatore, che nella nostra società è avvertito anche sottilmente come un disvalore. Premettendo ovviamente che si tratta in ogni caso di un’informazione assolutamente irrilevante. Prima di uscire dal nostro campo visivo, ci regala un’altra stranezza: guardatelo seduto su una panchina; camicia , pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare” Sul fatto che la giornalista definisca “stranezza” l’utilizzo di calzini turchesi , non credo ci sia bisogno di commenti. Un giudizio stilistico meramente soggettivo (anche questa un’ informazione assolutamente irrilevante) che in un servizio giornalistico non dovrebbe trovare posto. E’ come se dicessi che a parer mio è una “stranezza” che una tizia che scrive tali sciocchezze possa essere una giornalista. Ma è un parere soggettivo e fossi giornalista non lo inserirei nel mio servizio.
Giudizio conclusivo su questo video , per dirla alla Spinoso: abbiamo visto delle immagini e una voce fuori campo come fosse un servizio giornalistico però “al contrario”, visto che non viene data alcuna notizia.
Andiamo a vedere i punti cruciali della difesa di Brachino che –lo diciamo subito- non definisce un capolavoro il servizio su Mesiano, di cui si assume la responsabilità, scusandosi poi col giudice nel caso in cui l’avesse offeso e invitandolo in trasmissione Qui trovate il video: http://tv.repubblica.it/copertina/caso-mesiano-brachino-si-scusa/38135?video=&pagefrom=1 Qui l’articolo: http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-14/brachino-si-scusa/brachino-si-scusa.html (riferendosi agli attacchi ricevuti da molte testate giornalistiche) … fa parte della libertà di critica , come fa parte della libertà di stampa la possibilità di criticare un magistrato ;se alcuni termini usati nel testo hanno offeso Mesiano io mi scuso con lui;a me le scuse non fanno paura. Per me la sensibilità di una persona viene prima dei ruoli sociali e delle discussioni legittime sul diritto di cronaca e sul diritto alla privacy. Mi impegno dunque a non trasmettere più quelle immagini, cosa però che dovrebbe fare anche chi indignato mi critica e criticando le ritrasmette in continuazione, dalla Sky di Murdoch a Rai tre trasformando il rimedio in qualcosa di più grave, secondo me, della malattia. (….. ) Trovo alquanto opinabile il concetto per cui anche le altre reti dovrebbero astenersi dal ritrasmettere il video incriminato per evitare che “il rimedio” si trasformi in “qualcosa di più grave della malattia”. E’ come dire che in seguito ad un incidente stradale causato da un ubriaco , in cui sono morte delle persone, non vada ripreso il luogo dell’incidente. Se molti giornalisti stanno muovendo delle critiche per un servizio scadente (per non dire altro) il minimo che si possa fare è permettere alla gente che legge le critiche, di vedere il servizio e dare il proprio giudizio personale (si potranno trovare d’accordo o meno con le critiche). Non è questa la funzione del giornalismo? Riportare delle notizie –possibilmente in modo approfondito – per consentire al pubblico di trarne delle valutazioni? In più, non c’è nulla di scandaloso nel servizio, nulla nelle immagini che meriti di essere censurato o non mandato in onda in quanto scabroso. L’unica cosa scandalosa ed evidente è la vuotezza dello stesso (personalmente ho notato anche la stupidità di chi lo ha confezionato; ma è un giudizio personale, motivo per cui non lo inserirei in un servizio se fossi giornalista) Vorrei che il pubblico avesse gli occhiali a infrarossi per separare il giusto da ciò che è strumentale. Innanzitutto noi non pediniamo nessuno, è una brutta parola. Sul mio tavolo arrivano ogni giorno immagini da fonti diverse,sono immagini che riguardano i protagonisti dell’attualità ,del gossip , dello sport, della cronaca. Sulla definizione di “pedinamento” torno a breve con alla mano il mio Devoto-Oli, visto che Brachino si munisce di Zanichelli per spiegarci cosa significa “stravagante”. La domanda di fondo di quella rubrica, però , giovedì scorso era quella che molti opinionisti si erano posti in quelle ore: la cosiddetta “promozione ad orologeria” del giudice Mesiano a pochi giorni dalla sentenza sul lodo Mondadori era davvero per indiscussi meriti professionali? Già il fatto che a porsi questa domanda fossero degli “opinionisti” e non dei “giornalisti” depone malissimo, visto che i secondi dovrebbero premettere ai loro interventi un’attività di ricerca e approfondimento mentre i primi non rappresentano neanche una figura professionale. Sembra quasi che si voglia far passare il servizio di cui sopra per un’inchiesta. Ma nelle inchieste non si fanno solo domande ,si prova anche a dare delle risposte. Tra l’altro chiarire le modalità con cui avvengono le promozioni nella magistratura e la tempistica delle stesse non dovrebbe essere così complesso per un giornalista. Ma era chiedere uno sforzo eccessivo. E’ molto più facile essere pagati per riprendere un tizio che si fa la barba e fare quattro domande che potrebbe fare il primo passante alla fermata del bus. Da oggi sono anche io un giornalista – specializzato in campo scientifico- riprenderò la mia pentola mentre faccio bollire l’acqua per calare la pasta e con una voce fuori campo mi chiederò “Ma l’acqua bolle per quei principi chimici che mi secco ad approfondire o più probabilmente perché è magica?!” e ho fatto un servizio di approfondimento scientifico. Quella sentenza (….) ha fatto il giro del mondo, Mesiano è diventato un personaggio di pubblico dominio e in questo contesto ho deciso di trasmettere quelle immagini, ovvero per dare sostanza televisiva ad una figura di cui si leggeva e si sentiva parlare ma di cui poco si era visto; Optare per una classica intervista? Secondo me si da più “sostanza televisiva” a qualcuno quando lo si fa parlare e lo si inquadra con un primo piano, invece che farcelo vedere dietro la vetrina del barbiere o attraverso le frasche del parco. Ma io non sono giornalista e sicuramente mi sfugge il concetto di “sostanza televisiva”. Nel servizio non si fanno valutazioni politiche e giuridiche. Non si usano epiteti infamanti; la battuta sui calzini può non piacere ma rimane una battuta Appunto , rimane solo una battuta (da far crepare dalle risate , fra l’altro). La Spinoso è liberissima di fare tutte le battute che vuole… ..a casa sua o con gli amici. Ammetterei una frecciatina legata al tema di cui si sta trattando, ma se il servizio –come sottolinea Brachino- voleva puntare sui “misteri” della promozione di Mesiano, la battuta sui calzini non entra né dalla porta né dalla finestra, né dal caminetto, né dallo scarico del cesso. Se faccio un servizio su un noto politico calvo che ha promosso una legge per la tutela dell’orso bruno non concludo il servizio con “E pensate sulla sua testa si riflette anche la luna” perché come minimo faccio la figura del deficiente. -ricordo con terrore un romanzo di Kundera , lo scherzo, in cui il protagonista finisce ai lavori forzati per un umorismo non gradito; per fortuna era la Cecoslovacchia comunista degli anni sessanta- . Nota stilistica: a parte l’inverosimile immagine di Brachino che “ricorda con terrore” la storia raccontata in un libro, qui il giornalista mostra di essere veramente poco sottile. La citazione letteraria è finalizzata a dimostrare che condannare qualcuno per una battuta è da pazzi. Ma nel momento in cui il servizio è accusato di essere addirittura un’arma di minaccia contro gli oppositori di Berlusconi, fare un esempio che mostri quanto era brutto e cattivo il comunismo, non elimina le ombre sulla faziosità di quanto visto (visto che l’insulto che Berlusconi usa di più riferendosi alle sinistre è “comunisti” ). Sarebbe stato più d’effetto dare il proverbiale “colpo al cerchio e alla botte” riferendosi a simili esempi legati totalitarismi di destra (o ad entrambi) considerando che anche fra i nazisti e i fascisti il senso dell’umorismo non credo fosse particolarmente apprezzato; non c’è bisogno di arrivare in Cecoslovacchia per dimostrare che punire qualcuno per una battuta è sbagliato: basta restare in Italia. Certo c’è l’aggettivo “stravagante” ma come ricorda lo Zanichelli -chi vuole può andare a consultare- vuol dire “raro” anche nel senso di “originale”, “fuori dagli schermi”; questo è il campo semantico di “stravagante”. E allora? Le immagini poi sono realizzate per strada , in luoghi pubblici , il contesto spazio temporale è definito; il pedinamento ossessivo lo abbiamo visto in altri casi di giornalismo (…). Indubbiamente il campo semantico di “stravagante” ha un’accezione sia positiva che negativa. Ma dire di un professionista -salito agli onori della cronaca per aver svolto un’attività che richiede un giudizio lucido e razionale – che è “stravagante” può essere ,ed è , quantomeno ambiguo. Immaginiamo la scena: io devo farmi un’operazione e chiedo ad un mio amico informazioni sul medico che si occuperà di me. Ipotesi 1) “Com’è il dottore Taldeitali?” “Ah stai tranquillo, è un dottore stravagante!” Ipotesi 2) “Com’è il dottore Taldeitali?” “Beh è un po’ stravagante ma è molto bravo” L’ipotesi due è ovviamente la più plausibile (non porterò citazioni di film, libri, serie ecc in cui dicendo di qualcuno che è “stravagante” userò poi un bel “ma” per assicurare che sia una persona capace.) Quindi ,si, il campo semantico di “stravagante” è ampio ma nel linguaggio comune è più diffusa un’accezione non del tutto positiva. Perciò onde evitare formule ambigue, in futuro, per dire che qualcuno è “originale” o “fuori dagli schemi” si potrebbero usare termini come… ..vediamo .. “originale” o “fuori dagli schemi”. A questo punto visto che Brachino ci tiene tanto a insegnarci la lingua italiana con lo Zanichelli, io prendo il mio Devoto-Oli e vado alla lettera “P” come “pedinamento”. Vediamo se effettivamente non è questo il caso. Pedinamento: controllo assiduo e mascherato dei movimenti e del comportamento di una persona. Pedinare: seguire passo passo ,ad una certa distanza e con circospezione ,a scopo di controllo dei movimenti e del comportamento. Mi pare che coincida perfettamente. I membri della troupe hanno seguito Mesiano ad una certa distanza in modo “mascherato” perché hanno occultato la propria presenza, e hanno controllato sia i movimenti ( dal barbiere fino al parco, e lungo tutto il tragitto visto che la Spinoso è stata così diligente da dirci anche quante volte si è fermato durante il percorso, “due sole volte” ) sia il comportamento (devo ricordare la litania “avanti e indietro” ? E il fatto che si sia acceso l’ “ennesima sigaretta”? ). Brachino elenca addirittura elementi che a modo suo escluderebbero il pedinamento: “le immagini sono state realizzate per strada, in luoghi pubblici; il contesto spazio temporale è definito” Perché ,scusa Brachino, sei abituato a pedinare la gente nel salotto di casa tua ? Da che mondo e mondo il pedinamento avviene proprio “per strada e in luoghi pubblici” (innumerevoli polizieschi parlano da soli). Non ho capito poi il riferimento al “contesto spazio temporale”: un vero pedinamento secondo Brachino si fa senza rendersi conto di dove ci si trova e di che ora è. Ipotesi: “Investigatore Johns, ha scoperto cosa nasconde mio marito?” “Si Mrs Sullivan…suo marito ha incontrato un uomo con una valigetta scura, ma siccome lo stavo pedinando non sono in grado di dirle né dove né quando è avvenuto l’incontro” C’è una sproporzione sospetta tra l’azione e la reazione tra il buffetto e le cannonate; tra il termine “stravagante” e quello che soprattutto i colleghi hanno rifilato a me ovvero “servo , killer, vergogna ,barbarie”. Ma le lezioni davvero inaccettabili sono quelle che arrivano dal quotidiano “la Repubblica”. E spiego subito perché. Non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini della villa del premier ,con ospiti internazionali colti in frangenti in cui neanche del colore dei calzini si poteva discutere? Non è forse lo stesso che ha pubblicato le immagini del bagno della residenza romana del Premier rubate con un telefonino? In realtà è proprio da un giornale che riesce a fare delle inchieste da cui si evinca qualcosa, che andrebbero accettate le critiche. Fermo restando che se non erro è stato El Pais a pubblicare per primo le foto dei festini, il messaggio di Brachino sembra essere: “Io non accetto le critiche di un giornale che dice che il premier fa i festini con delle ragazze facili, facendomi vedere le foto che lo dimostrano”. Quello vorrebbe dire “affermare una cosa sulla base di fonti” un concetto con cui Brachino ha forse scarsa dimestichezza. Aggiungo che le foto nel bagno di palazzo Grazioli non le ha fatte mica un giornalista della Repubblica ,ma proprio due delle ospiti di quei festini organizzati dal premier. Per denunciare la scarsa credibilità delle critiche di Repubblica, ha praticamente confermato il fondamento delle inchieste più note degli ultimi mesi. Un magistrato ricopre un luogo pubblico importante ma se non sbaglio anche la presidenza del consiglio è un’istituzione importante. Esatto! Motivo per cui se si dimostrasse che un premier che fonda gli slogan elettorali sui valori della famiglia, nella realtà salta incontri internazionali per andare a letto con delle prostitute, sarebbe il caso che la nazione lo sapesse. E poi perché il servizio è andato in onda giovedì 15 alle dieci e il caos si è scatenato il venerdì 16 dopo un articolo di Repubblica? E’ un problema di fuso orario o di chi detta l’agenda. Forse il problema è la scarsa attenzione generale che si da al tuo programma. Ma è una supposizione mia, priva di fonti. Motivo per cui se fossi un giornalista, non lo direi nel mio servizio.
Poi va avanti con riferimenti al coinvolgimento di Repubblica nella sentenza e ad altri servizi su famosi magistrati ripresi nel privato; dice di far attenzione alle domande giornalistiche poste nel servizio e della “stravaganza” delle modalità con cui la sentenza è avvenuta (tra l’altro usando il termine “stravagante” in un’accezione negativa giusto qualche minuto dopo averne chiarito la vastità del “campo semantico”) invita a sfruttare il diritto di replica e dicendo di essere molto preciso con le parole (su questo ho manifestato i miei dubbi) fa riferimento alla violazione della privacy della Spinoso perché il suo cellulare “è finito sui blog anche quelli politicizzati” Non capivo cosa intendesse perché dire che un “cellulare sia finito sui blog” in italiano non significa nulla o può significare tante cose, quindi lo stesso fine per cui la frase è stata detta, è stato compromesso dalla scarsa precisione di Brachino con le parole. Perciò ho fatto una ricerca e ho scoperto che il giornalista intendeva dire che “il numero di cellulare” è finito sui blog e la Spinoso ha ricevuto vari insulti. Una vera cospirazione se non fosse che il numero era visibile su internet nel curriculum della Spinoso come potete leggere qui (è ovvio che avere un numero di telefono non legittima a insultare qualcuno – e dovrebbero configurarsi gli estremi di un reato - ma il mondo è pieno di idioti…pienissimo.)
Quello che personalmente più mi infastidisce – tralasciando il fatto che si possa ritenere questo modo di fare giornalismo “criminale” o addirittura “mafioso” (con mille virgolette) e qua ognuno giudica con la propria sensibilità – dicevo, quello che mi infastidisce è che queste persone vengono pagate pur non facendo o facendo male il proprio lavoro. Questa signora è stata pagata per seguire di nascosto un uomo, riprenderlo mentre si faceva la barba e condividere col pubblico la sua personale opinione su quali calzini si debbano indossare in tribunale –pur non essendo una giornalista di moda- quando lo scopo del servizio, sottolineato da Brachino, era porsi quelle fatidiche domande sulla correttezza dell’avanzamento di carriera del suddetto uomo. Quindi fare giornalismo per queste persone consiste nel riprendere qualcosa di completamente irrilevante, non riportare alcuna notizia, e farsi delle domande senza provare a dare delle risposte. Un giornalismo di interrogativi. Immagino una puntata di Report con la Gabanelli che fa l’introduzione “cosa si nasconde dietro la crisi dei poltronifici italiani? E quanto influisce sul mercato la manodopera cinese? Boh!! E che lo chiedete a me?!"
Concludo chiarendo che sono peinamente consapevole che la Spinoso non è stata che una pedina o che comunque le sue responsabilità sono minori, perchè anche avesse realizzato il servizio completamente da sola, senza alcun input o indicazione, spettava al responsabile del programma cassarlo mostrando alla giovane giornalista dove ha sbagliato -ammesso appunto che lei non abbia seguito alla lettera le istruzioni datele. In ogni caso Brachino ha chiarito ,come detto, che tutte le eventuali resposnabilità relative al servizio, sono sue e non della giornalista.
Spero di non aver detto troppe sciocchezze ma per fortuna non scrivo per un giornale. In ogni caso correggete ogni mia svista o discutibile argomentazione. Sbagliando si impara.
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